Alle 13 le semifinali di parigi con marco cecchinato quando passò da bergamo – bergamo news library database

Ogni campione che si rispetti ha un passato dietro di sé, talvolta una carriera da giovane talento destinato ai palcoscenici dello sport mondiale, talvolta una lunga gavetta fra competizioni di tono minore e poca considerazione da parte del grande pubblico sino alla sorprendente consacrazione. La storia di Marco Cecchinato è un po’ un misto di entrambe, un debutto nel circuito del tennis che conta da nuova promessa del tennis italiano, un percorso accidentato fra tornei Challenger di provincia, le prime soddisfazioni nei tornei Futures e qualche sporadica comparsa nell’Italia di Coppa Davis targata Corrado Barazzutti (ultimo semifinalista azzurro al Roland Garros nel 1978, un dato da non scordare perché fra poco ci tornerà utile).

La storia di Marco Cecchinato, venticinque anni da Palermo, sembrava quella del classico tennista di talento, dalle grandi capacità, ma incapace di sfruttarle e di divenire una leggenda di quello sport, una storia che pareva aver preso quella strada sino al 5 giugno 2018 quando, in un afoso pomeriggio parigino di giugno, Marco Cecchinato ha superato nei quarti di finale il serbo Novak Djokovic (uno dei tennisti più forti della storia) ed ha conquistato le semifinali del Rolland Garros, a quarant’anni da quel Barazzutti che aveva creduto in lui anche nei momenti più bui della carriera del tennista siciliano.


Una storia a lieto fine, che però presenta un precedente lucente come una stella cometa che nel corso della carriera di un talento brilla che indirizza verso la gloria il campione in erba, una stella cometa che nel caso di Cecchinato ha sorvolato qualche anno fa i cieli di Bergamo. Era il 2011 quando il talento italiano, allora diciottenne, si presentò sui campi orobici del Memorial Pedroli, torneo organizzato dal Tennis Club Bergamo che vedeva al via alcuni dei migliori talenti del tennis mondiale: Cecchinato parte dalle qualificazioni, supera turno dopo turno e giunge sino alle semifinali, superando inarrestabilmente nei quarti anche l’australiano John Milman che sette anni più tardi sconfiggerà nuovamente in finale nel torneo ATP di Budapest.

In semifinale Marco incontra un’altra nuova promessa del tennis azzurro, il marchigiano Stefano Travaglia, favorito per la vittoria della competizione bergamasca, nonostante ciò nel corso del match il giocatore palermitano si batte, strappa il servizio nel terzo set sul 4 – 4 ed ha pure la possibilità di vincere la partita. Una partita dai contorni dorati, ma il sogno finale pare ad un passo, il tutto svanisce a causa del ritorno di Travaglia e l’avventura bergamasca di Cecchinato si chiude lì.

Cecchinato tornerà quattro volte in terra bergamasca, tre agli Internazionali di Bergamo ed una al Torneo di Cividino non riuscendo mai a divenire il re di Bergamo, tuttavia tutto ciò poco importa perché nel frattempo il tennista palermitano è riuscito a far sognare l’Italia con le proprie vittorie al Roland Garros. Ora per lui arrivano le semifinali e l’austriaco Dominick Thiem per sperare di riportare in Italia l’inestimabile coppa argentea.

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